COME MI VIENE...

venerdì, 30 maggio 2008

RINASCERE

Vivo come un'ombra senza la sua forma
Parlo, ma non ho voce.........................
Mi hanno ferito...... così ferisco
Mi ucciderebbero........ così uccido
Per molti come per me è una veglia senza fine
Cosa fare?
RINASCERE!

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E' ARRIVATA....

Chinati junco ca passi la china...
e stavolta la piena è devastante e m'investe in pieno petto.
SI SALVI CHI PUO'!!!
urlano dagli spalti mentre si scatena un fuggi fuggi generale
e chi non può la prenda in culo...

e mi sa che anche stavolta il mio culo farà scintille

è venuto così a: tiggei71 erano le ore 10:15 | link | commenti
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giovedì, 29 maggio 2008

MERAVIGLIOSA VITA DI MERDA

questa vita di merda è troppo bella per non essere vissuta sino in fondo. E' la frase che ripeto più spesso, che in un certo senso riassume il mio pensiero... Pensiero???? ma quale cazzo di pensiero??? Cosa cazzo penso, io!?!? E da quando, poi??? Questo, al massimo, è un aforisma; nulla più. Il T.J. che dice aforismi è 'na cosa grossa, però!!! Rientro nei ranghi. L'aforisma è una verità detta in poche parole, epperò detta in modo da stupire più di una menzogna. Non ricordo chi l'abbia scritto, ma è assolutamente vero. Dunque, a tutti gli effetti, quella mia frase può esser considerata un aforisma. Ma torniamo alla vita. Di merda. Adesso sì, lo è. Per me. Molto di merda. Più marrone di così non lo è mai stata... ci penso un attimo... no, ho detto una cazzata. E' stata anche peggio. E lo voglio raccontare qui.

3 ANNI FA CIRCA... sono senza lavoro da circa 5 mesi, ho speso tutti i miei (peraltro miseri) risparmi per mantenermi in quel di Padova. Trovo dei lavoretti saltuari grazie ad amici. Un paio di settimane a Bologna a macerare pellicole di film. Un altro paio di settimane a scaricare frutta e verdura al mercato. Sveglia ore 4:30, al lavoro alle 5:30. Licenziato allo scoccar del 14° giorno (ultimo giorno utile per il datore di lavoro per licenziare senza preavviso e senza rompimenti di coglioni da parte dei sindacati.. insomma, licenziato l'ultimo giorno di prova... bravi, davvero bravi! e onesti!!!). Un giorno mi capita di ritrovarmi con 5 euro in tasca, auto in riserva e un credito di 180 euro da andare a riscuotere poco prima di bologna. Sono disperato. Sono pressoché sicuro di non aver sufficiente benzina x arrivare a destinazione. Piango. Dò un pugno contro il muro e bestemmio con rabbia. Mi auguro di incontrare dio perchè voglio sfogare contro di lui tutta la violenza che quella vita da indigente mi aveva fatto accumulare.
Qualche volta prima di addormentarmi fissavo il soffitto e pensavo a dei nigeriani che lavoravano con me un anno prima. Loro campavano col nulla, saltavano il pranzo e non uscivano mai di casa. Immaginavo i loro pomeriggi in casa, buttati su di un letto con la rete sfondata e le pareti della camera erose dall'umidità. Una casa condivisa con altri connazionali. I loro sguardi penetravano le travi del soffitto, e andavano ben oltre, arrivavano in nigeria sorvolando il mediterraneo... quel mare nero che ha inghiottito senza pietà tanti africani in cerca di una speranza al di là da esso... la loro nazione è piena di americani, naturalmente tutti seduti nella stanza dei bottoni. i loro connazionali sono invece formichine che estraggono petrolio in cambio di una paga di un dollaro al giorno. qualcuno viene ogni tanto schiacciato. così, tanto per passare il tempo e per far capire chi comanda in quei posti! le loro famiglie sono sole, attendono l'arrivo dei soldi che i loro cari spediscono dall'italia attraverso western union... mi sono sempre chiesto se effettivamente arrivi tutto a destinazione o qualcosa si ferma da qualche parte... ma soprattutto sperano che dalla penisola dello stivale arrivino notizie. buone. la speranza è quella di partire (al più presto) anche loro alla volta del paese della cuccagna. ma queste buone notizie non arrivano mai. dall'altra parte del mare nero arrivano sguardi di sofferenza, carichi di lacrime, e di speranze. ancora la speranza... che un giorno non molto lontano tutto questo finirà. Ogni giorno che passa però questo giorno resta lontano, non si avvicina manco un po'. christian music esce dalle loro radio. è il loro modo di pregare un dio che come tutti non esiste. ma per loro esiste ed è grande; il loro inconscio gli ha dato un nome: speranza. le preghiere sono registrate in vecchie cassette TDK che non si sa come riescano ancora ad emettere suoni. loro cantano, gli occhi sono tristi e rossi di vergogna nei confronti dell'uomo bianco che li guarda come se avessero una sveglia al collo ed una tibia conficcata nel naso... e piangono in silenzio sopra quella rete sfondata. e pensano che non sia giusto quel che stanno passando... e se qualcuno accetta passivamente quella tristissima realtà e si limita a lasciar scorrere sulle proprie nere gote trasparenti lacrime colme di malinconia per una vita che forse avrebbero preferito non vivere, altri non sono in grado di piangere. O forse sì. Ma la loro rabbia è cieca e il desiderio di vendetta è grande. così fanno piangere l'uomo bianco. Il mostro sacro. Colui di cui hanno tanta paura. Ma che contemporaneamente odiano. Perchè è colui che tutto ha e tutto può, e vessa il popolo con fare arrogante e presuntuoso...
mi vergogno di fare benzina a padova, città di benestanti... cosa dico al benzinaio? Mi faccia cinque euro di broda? no, non ce la faccio... prendo l'autostrada, mi fermo in autogrill e metto su la broda. cinque euro. riparto. incrocio le dita che arrivi a destinazione. viaggio ad 80 km/h, superato anche da camion strombazzanti, cercando di non far fare troppi giri al motore... le provo tutte per consumare meno benza possibile... ascolto musica... no, la spengo... voglio silenzio... resto solo coi miei pensieri... con le mie paure... con la mia solitudine... e piango... penso che così come ora non sono mai stato... ho toccato il fondo, non posso che risalire. già, ma come? cosa prevede il mio futuro? intanto spero di arrivare a destinaizone, che l'auto non si fermi per strada perchè priva di carburante. le lacrime continuano a rigare il mio viso. vorrei mori... no, non voglio morire. voglio vivere!!! ma meglio di così!!! molto meglio di così... perchè con le tasche così vuote non sono mai stato... durante le scuole medie nelle mie tasche c'erano sempre 200 lire per acquistare un pezzo di pizza da mangiare nell'intervallo. ora non ho neppure 10 centesimi. solo un credito di 180 euro, ma non so se riuscirò ad arrivare a prenderlo...
la spia è fissa, la lancetta è sotto lo zero.
mi asciugo le lacrime. corsia viacard, il bancomat è scarico, non pago il casello, non posso farlo, non ho soldi, pagherò al casellante un'altra volta esibendo la ricevuta di mancato pagamento...

spia rossa. lancetta che non può andar più sotto di così...
sono quasi arrivato. ancora 3 km. mi asciugo le lacrime, faccio scomparire la sofferenza dall'anima ed esibisco un sorriso a 32 denti... perchè io i denti li ho tutti e sono tutti miei... è passata, gianluca, hai raggiunto bologna e il tuo credito di 180 euro. per 2-3 settimane potrai tornare a vivere. e a sperare che le cose un giorno vadano meglio. per me. e per oliver, che continua a triplare pneumatici lavorando in nero, con la speranza (anche lui) che un giorno le cose vadano meglio. nel frattempo la sera continua a versare lacrime disteso nel suo letto con la rete sfondata.

è venuto così a: tiggei71 erano le ore 16:22 | link | commenti
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UN MERCOLEDI' DA PAURA

sembrava un tranquillo mercoledì sera, il clima era estremamente cordiale con i tanti avventori del locale. Li accarezzava dolcemente con la sua brezza e tutto lasciava presupporre che quella serata sarebbe stata magica. Ma qualcuno o qualcosa decise di turbare la tranquillità dei presenti: il PANICO. Presentatosi senza invito ufficiale, ha preso in contropiede gli astanti col suo fare arrogante e ineducato. Col piglio del bambino capriccioso e viziato che col suo comportamento ottiene tutto. Ma non è ancora soddisfatto: vuole di più. E ancora. E ancora. E...goista! Così continua ad incalzare, a crescere velocemente e a riproporsi sotto mille altre forme. Quel mercoledì però la forma era una ed una sola: NON CI SONO LE MACCHINE PER ANDARE AD ASCOLI!!!!!!!!!
AIUTOOOOOO!!!!!!!!!!!!
HELP ME... ma pure help noi tutti!!!! un dramma di proporzioni catastrofiche. appena 6 macchine per trasportare 15 persone!!! OH, MIODDDDDDDDDDDIO!!!!!!!!!! oh, my god! oh, mon dieu!!! opporcoddio, dico io! E' bastata una virgola appena fuori posto per mandare in tilt un'intera squadra di calcio... un'ora e mezza di discussione, mentre io cercavo di suggerir loro la soluzione col mio fare per nulla turbato e con un retrogusto di divertimento disegnato sulle labbra. Ma loro niente. Non mi cagavano di striscio. Il panico era più forte di loro! E cresceva, e si sviluppava come un leviatano. Così mi son messo ad osservarli in silenzio. Da un lato divertito. Ingrigito dall'altro. Mentre sorseggiavo dal mio calice un tanto anonimo quanto inutile chardonnay che non ha assolutamente affogato i dispiaceri che si aggirano come fantasmi nella mia testa. E lì è stato panico per me, uomo solo in mezzo alla gente. Bah! Mi chiedo perchè debbano esistere certe stronze cantine vitivinicole.

è venuto così a: tiggei71 erano le ore 15:06 | link | commenti
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martedì, 27 maggio 2008

AGGHIACCIANTE

qualche tempo fa stavo parlando con un mio amico dell'argomento figa.... strano, noi uomini non tocchiamo mai quest'argomento... lui mi parlava estasiato di questa presunta storia che stava nascendo con la tipa, e nel mentre mi sono tornate in mente le parole del Vate:

"Lei è bella dentro, lei è sensibile; piu' dolce di uno sfacciottino di papà Barzotti. Cammina a una spanna da terra come un hovercraft d'amore; io l'accompagno alla mostra del Pinturettu anche se in realtà preferisco di gran lunga il Tinturicchio. Poi torno a casa e con un cuscino sulla faccia penso a lei ascoltando al buio F. De Gregori. E dato che lei salutandomi mi ha baciato nelle vicinanze dell'angolo esterno della bocca, ritengo a ragione di avere delle possibilità... oggettive. Poi la osservo dalla mia finestra muoversi leggera come un gavettone di idrogeno in direzione del mio amico Fulvio Terzappi, e infilargli in bocca due metri di lingua, la lingua dell'amore... ma lei mi ha assicurato che non lo ama. Anzi, mi dispiace per lui perché magari poveretto si fa delle idee"

Sono diventato di ghiaccio, tutto intorno a me si è illuminato ed avrei voluto cantargli quella canzone... affinchè smettesse di lludersi... poi però ho preferito tacere, gli ho lasciata intatta l'illusione... la sua dolce illusione... che tanto lo fa star bene... che lo rende felice. A distanza di tempo mi chiedo se ho sbagliato a non metterlo in preallarme con quella canzone...


è venuto così a: tiggei71 erano le ore 16:14 | link | commenti
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PRENDI UN MARTEDI' IN UFFICIO...

trattalo male, lascia che ti aspetti per ore. Non farti vivo e quando lo chiami, fallo come fosse un favore. Tra una registrazione, un pagamento e una telefonata, balzò improvvisa alla sua testa una domanda. Banale. Del cazzo. La più stronza domanda che due persone possano farsi. Perchè, tranne rarissime eccezioni, non importa a nessuno come stia l'altro. Importa come stiamo noi stessi. Memore di aver posto questa domanda ieri a lei... ben che le stavo facendo una domanda del cazzo... memore che comunque -e forse per la prima volta nella mia vita- ero DAVVERO interessato di sapere come stesse il mio interlocutore, memore di tutto ciò stamattina intorno alle 10 è schizzata sul mio cervello di nuovo questa domanda.

Come stai?

"medio", mi aveva detto lei ieri. "se volessi rispondere con una bugia, direi che sto benissimo; ad esser sincero ho degli spaventosi sbalzi umorali", le ho risposto io. Come stai? continuo a ripetermi questa domanda. Mi assilla. Mi angoscia. Come sto? non lo so... non lo so... non lo so... forse non bene... forse si... di certo c'è che non lo so. non so neppure se esisto... se vivo... a volte mi sembra di galleggiare in un mare di merda... altre volte di volare alto nel cielo e di esserne il padrone... altre volte faccio finta di dormire per non vedere quello che mi circonda... che mi fa star male. A volte penso che vorrei fare un figlio, ma poi penso che lo dovrei gettare in questo mondo e... quale giustificazione potrei dargli alla domanda: perchè mi hai dato la vita? Mi sento il male di vivere addosso. Per adesso gira così, lascio che sia e vivo con malinconia questa fase della mia vita. Tanto tutto passa, si deve solo attendere... basta l'estate per farmi tornare ad essere felice. Una felicità di facciata. Perchè la mia felicità ce l'ha lei... e fin quando non me la restituirà, io potrò esser solamente e falsamente felice. Questo male di vivere che spesso ho incontrato lungo la mia via... Spesso il male di vivere ho incontrato: era il rivo strozzato che gorgoglia, era l'incartocciarsi della foglia riarsa, era il cavallo stramazzato. Bene non seppi, fuori del prodigio che schiude la divina Indifferenza: era la statua nella sonnolenza del meriggio, e la nuvola, e il falco alto levato.


è venuto così a: tiggei71 erano le ore 10:24 | link | commenti
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venerdì, 23 maggio 2008

un pover'uomo...

...viveva nella più assoluta semplicità in una piccola capanna ai piedi di una montagna. Una sera un ladro entrò nella capanna e fece la scoperta che non c'era proprio niente da rubare. Il pover'uomo tornò e lo sorprese. "Forse hai fatto un bel pezzo di strada per venirmi a trovare", disse al ladro "e non devi andartene a mani vuote. Fammi la cortesia, accetta i miei vestiti in regalo". Il ladro rimase sbalordito. Prese i vestiti e se la svignò. Allora il pover'uomo si sedette, nudo, a contemplare la luna. "Poverino" pensò "avrei voluto potergli dare questa bella luna.


è venuto così a: tiggei71 erano le ore 17:55 | link | commenti
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VOGLIA DI CANTARE

il cavallo con più rabbia galoppava fuori porta e lasciava il suo ricordo nella nebbia. Le persiane ormai serrate inventavano la notte, solo il fiume vomitava i suoi rifiuti. Vacche stanche di muggire proponevano sbadigli, hanno ancora tanta nebbia da smaltire.

 


è venuto così a: tiggei71 erano le ore 12:31 | link | commenti
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giovedì, 22 maggio 2008

dentro ogni poeta v'è solo un cimitero di muse

questa frase è bellissima, stupenda. Complimenti a chi l'ha scritta. Forse è anche vera. Sicuramente è vera. Ma non per me. Non per me. Non ho rimpianti delle donne del passato... che ho anche amato... ma poi è arrivato l'amore vero... travolgente... coinvolgente... totale... a 360°... quello che ti fa capire che prima... prima... ti sei solo voluto convincere di aver provato l'amore


è venuto così a: tiggei71 erano le ore 18:31 | link | commenti
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martedì, 20 maggio 2008

PENSIERI DI UN PIOVOSO MARTEDI' DI MAGGIO

mentre il mio cazzo entrava ed usciva dalla sua figa rasata e bagnata con una facilità impressionante e con godimento crescente da parte di entrambi, lei mi disse

"ohhhhhhhhhhhhsssssssssì, vienimi dentro......"

"ah ah, ma che cazze dice??? non dire STRONZATE!"

Non sono abituato a parlare dialetto in terra veneta; in realtà non sono abituato a parlarlo. Ma in quella circostanza mi è uscita naturale quella frase... simil-dialettale. Ti vengo dentro??? Ma.... dici a me??? Dentro dove? In bocca volentieri, ma solo se ingoi tutto... anche in culo, se vuoi, che è pure più interessante... ma in figa no, tesoro!!! Non voglio figli. Non ora. Non da te, poi! La trentaseienne aveva provato ad incastrarmi. Accadde un anno fa circa; forse un anno e mezzo fa.

L'attuale trentasettenne tra qualche giorno si sposa. Non con me, ovvio. Però si sposa. Rifletto su questa bruttissima cosa, sul vizio che hanno molte donne di voler incastrare il partner di turno per convolare a giuste nozze, far figli e REALIZZARE COSI' IL LORO DESIDERIO DI MATERNITA'. Mi viene il sospetto che il loro orologio biologico corra più in fretta dopo i trent'anni, si vedono ogni giorno più vecchie ed ogni giorno meno capaci di far figli. In realtà sono psicotiche; ma sopravvoliamo. I figli si fanno in due, però... e se l'altro non c'è, che facciamo? E la voglia di cazzo come ce la togliamo? mumble mumble... spremo le meningi... è fuor di dubbio che io il cazzo lo voglia, il figlio pure: ergo, inculo il primo che capita.

Salve, sono il primo che capita, ma a me non m'inculi. Io voglio scoparti e basta... sai cosa cazzo me ne frega di te e del tuo egoistico desiderio di maternità? Tu parli per te, stronza; pensi alle tue stronzate e te ne fotti del mio desiderio di paternità. Eh? Cosa credi, che io sia un coglione come te che faccia i figli con la prima venuta solo per assecondare il mio desiderio di diventar padre? Nun se semo popo capiti. Io ti scopo, quando poi mi hai sfondato i coglioni al punto giusto ti sfanculo. E tu che fai? Trovi un altro tipo. Stavolta un vero coglione, possibilmente che abbia visto la figa molto di rado (non che io sia un gigolò, ma c'è gente che la figa l'ha vista solo in cartolina, n.d.r.). Sto cazzo di coglione ti vede, gliela fai annusare ben bene, e lui si sbrodola nelle mutande appena tu gli tocchi la nuda schiena... ancora non ti ha scopato, già viene per te! grande, donna!!! brava, bravissima! la tua trappola di mantide è perfettamente riuscita: l'uomo è tuo, lo sposerai. Al più presto. Sarà il padre dei tuoi figli. Vivrete una vita...

vita?????????????? porcoddio, che vita meravigliosa!!! dov'è l'amore? dov'è la complicità? dov'è la coppia? no, no... questo è puro egoismo, è un desiderio di maternità dettato dalla fretta, dall'ansia, dalla paura di restar soli, dal terrore di una vita senza figli... così succede che tante persone fanno figli senza pensare a quel che fanno...

DAR LA VITA AD UNA PERSONA!

no, non si può sottovalutare questo gesto!!! E'... è l'atto d'amore più grande che una persona possa fare. e per farlo ci vuole tanto tanto amore. amore vero, sincero. certa gente dovrebbe esser sterilizzata!

poi passa un anno, forse due, forse qualcosa in più, e ci si accorge che quello che dorme dall'altra parte del lettone è grasso. è calvo. è veramente brutto. e il suo alito è insopportabile. anche lui è insopportabilmente tedioso. e, porca puttana, c'ha il cazzo lungo e fino e neppure lo sa usare. "ma cosa cazzo c'ho trovato in lui???" si domanda disperata la mamma di un bimbo.. .forse di due bimbi... "sono rimasta incinta e ha goduto solo lui.............. non ho fatto in tempo a godere che lui m'ha pisciato in fregna tutto quel giallone.... poi gli è diventato moscio e piccolo come il cazzetto di un bambino di tre anni..... neppure con la bocca son riuscito a rialzarlo.... era stanco, non ce la faceva più..... e poi il giorno dopo doveva andare a lavorare.... si è girato e s'è addormentato.... russando come uno STRONZOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO!!!!!!!! e impotente!!!! Perchè ti ho sposato???? perchè???"

ha goduto solo lui.....

"basta, ho bisogno di tanto cazzo, bello lungo e bello duro!" metto un annuncio in internet. no, calma. ora le soluzioni sono due:

mollarlo e finire in mezzo ad una strada con 1 o 2 bimbi da sfamare, vivendo di stenti e perdendo tutto il mio tempo libero... però non lo avrei più tra i piedi... e forse tornerei ad esser felice, ma a costo di mille sacrifici. io sono una signora, però...

oppure continuare a dormire con lui, soddisfarlo un paio di volte al mese... ehhhhhhhhhhh, troppo!!!........ una volta ogni mese e mezzo.... assuefarmi al tanfo del suo alito e alla sua noia crescente... tutti i giorni che ha fatto dio... trovare un amante che sessualmente mi dia quello che voglio. e io stavolta lo voglio lungo e duro e in tutti i buchi!

ehi, non sono mica stupida!!!

DILEMMA: a dilemma is a problem offering at least two solutions or possibilities, of which none are practically acceptable; one in this position has been traditionally described as being impaled on the horns of a dilemma, neither horn being comfortable....

il dilemma era quello di sempre, un dilemma elementare: se aveva o non aveva senso il loro amore...

Il dilemma rappresenta l'equilibrio delle forze in campo, perché l'amore e il litigio sono le forme del nostro tempo...

Il loro amore moriva, come quello di tutti, come una cosa normale e ricorrente, perché morire e far morire è un'antica usanza che suole aver la gente.

Questa voglia di non lasciarsi è difficile da giudicare, non si sa se è una cosa vecchia o se fa piacere.

Non so se dire a questa nostra scelta o a questa nostra nuova sorte, so soltanto che loro si diedero la morte.

Il loro amore moriva, come quello di tutti, non per una cosa astratta come la famiglia, loro scelsero la morte per una cosa vera come la famiglia.

Il loro amore moriva, come quello di tutti, come una cosa normale e ricorrente, perché morire e far morire è un'antica usanza che suole aver la gente.


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