Da qualche tempo sto tristemente trascurando il mio blog. Lo aggiorno poco, e con materiale non mio, contravvenendo al titolo stesso del mio diario, "Come mi viene".... Ovvero, così come nasce nel mio cuore, o nella mia testa, io lo riporto qui. Evidentemente oggi il mio cuore e la mia testa non sanno far altro che scopiazzare a destra e a manca canzoni o frasi tratte da qualche libro. Così è brutto, bruttissimo. E triste perchè così si tarpano le ali alla fantasia. Purtroppo, però, sto attraversando una fase delicatissima della mia vita. Mi sento schiacciato da problemi di varia natura che mi affliggono. In primis l'amore. Ma tornerò, tornerò a sorridere. L'ho promesso a me stesso e non voglio assolutamente deludermi. Ora ho solamente bisogno di reagire, di continuare a combattere con la solita rabbia.
NON MOLLARE MAI
Lo cantiamo anche allo stadio: "Non mollare mai, non mollare mai, non mollare mai, non mollare mai". E' l'esortazione che faccio a me stesso. Dai, T.J., non mollare, reagisci alle avversità sferrando un contrattacco degno di un vero uomo. Sai bene cosa lei rappresenti per te. Sai bene che solo lei ti può restituire la felicità. Certo, riuscirai a tornare a sorridere in qualsiasi caso, ma fa' che quel sorriso che tornerà ad illuminare il suo volto sia sincero, puro. E solo lei può riportartelo. Solo lei. Lei serba la tua felicità. Il resto è finzione, serve per tirare avanti la carretta, ma nulla più.
Come in un lampo gli era stato chiaro: odiava sua moglie, le due figliolette, il garage, l’impianto di riscaldamento, il giardino davanti casa, lo steccato, e tutto quel posto fottuto e chiunque mai ci vivesse. Voleva divorziare. Voleva battersela. E così aveva fatto, quanto prima gli era stato possibile. E quindi era entrato, per gradi, in una vita nuova e cupa, dove non c’era più nulla di tutto ciò. Probabilmente avrebbe rimpianto quella decisione, prima o poi. Ma non l’aveva ancora fatto. Quella vita era stata priva di stimoli, senza alcun rischio. Troppo sicura. Tutti quegli elementi che la costituivano sarebbero stati giusto lì davanti ai suoi occhi per sempre, senza che mai avesse potuto attendere da loro nulla di nuovo. Sarebbe stata, aveva pensato una volta, come una piccola barca di plastica che avrebbe virtualmente continuato a navigare per sempre, senza incidenti, fino al giorno in cui non fosse affondata, con grande e malcelato sollievo di tutti.
Chiuderò la curva dell’arcobaleno
per immaginarlo come la tua corona,
e con la riga dell’orizzonte in cielo
ci farò un bracciale di regina…