tu sei il mio cuore e una persona normale (e io lo sono) non riesce a vivere più di tanto senza un cuore...
Quindi... mio cuore... ti prego... vieni a me! Subito.
rientra definitivamente nel mio petto. e da lì, non muoverti più!!!!!!!!!!!!!!!
tu...tu.....sei incredibile...sei la mia meraviglia....sei esattamente come me...
conosci le mie stesse parole....vivi di ciò che fa vivere me....ed è allucinante....pazzesco....come ogni giorno...come ogni volta...tu possa essere più grande...dentro di me....
(...)
tu sei la prima persona che mi possa assomigliare talmente tanto da confonderti con me.....
sei poesia
sei sogno
sei meraviglia
sei divertimento
sei un uomo....nel senso del termine più bello e caro che io conosca....
e io questa la voglio!
Io ho tanta voglia di vivere, non ho mai desiderato la morte, neppure per scherzo. Ho sempre vissuto al massimo la mia vita, godendomela e cercando di limare i difetti che ho. E, nonostante tutto, da questa matta testa traspare in maniera più che chiara la voglia che ho di vivere nel modo migliore la mia vita. Non nel modo migliore possibile, nel modo migliore. C’è un possibile di differenza… un possibile che deve scomparire. E scomparirà solo se al suo posto comparirà… la silvi!!!
lo sbirro è un maledetto perchè ha sparato a braccia tese, ma gli ultras sono dei figli di puttana e devono tutti morire. Violenti, facinorosi e terroristi. Basta creiamo un "osservatorio del Viminale sulle manifestazioni sportive" che disponga che solamente le tifoserie che non hanno causato criticità potranno seguire la loro squadra in trasferta. Dobbiamo sterminare 'sti bastardi figli di puttana. Si, anche lo sbirro è un bastardo, ma i tifosi di più; anche perchè le loro madri sono molto puttane.
Ecco, i discorsi di questi giorni sono più o meno di questo stampo. Viene riconosciuto l'errore dello sbirro (errore???? quello è omicidio colposo!!!! altro che errore), che comunque resta a piede libero e continua ad esercitare regolarmente le sue funzioni, ma viene biasimato il comportamento degli ultras. Ok, dico io. E' giusto biasimare il comportamento violento di cerca gente. Ma, per dio, non facciamo di tutt'erba un fascio!!!! Io sono un ultras, ma non ho mai picchiato nessuno, tantomeno tirato oggetti. E allora non mi confondete con questa gentaglia; dategli un altro nome, ma non confondeteli con chi va allo stadio esclusivamente per incitare la propria squadra. E, vi dirò, è la stragrande maggioranza.
E poi, se arrestate quella gente e gli muovete l'accusa di "terrorismo", allora abbiate pure il coraggio di dire che non sono ultras... provengono da tutt'altro ramo... dalla POLITICA... e allora, carissimi i miei figli di puttana, dite le cose come stanno... Puntate l'indice accusatore contro la POLITICA e non contro di me. Io non ho fatto un cazzo!
e poi chiudo con l'argomento. perlomeno per oggi. Coloro che ieri sera hanno scatenato il finimondo a Roma, sono accusati di atti di terrorismo. Questo lo ha battuto l'ADNKRONOS alle ore 13:02
L'aggravante di aver agito per motivi di terrorismo è stata ipotizzata dalla Procura della Repubblica di Roma per le quattro persone arrestate ieri nel corso degli incidenti che hanno visto l'assalto ad alcune caserme e alla sede del Coni, a Roma.
Da segnalare infine che l'ANSA, la principale agenzia di informazioni della repubblica delle banane, per tutta la giornata di ieri ha funzionato poco, a singhiozzo, ed ha riportato notizie scarne e nient'affatto tempestive. E anche oggi non è da meno. Strano, di solito sono più che puntuali... Che sarà mai successo???
il più bell'articolo che abbia mai letto. Leggetelo, e riflettete.
Bisognava fermarsi in segno di lutto. Ora aspettiamo risposte
UNA QUESTIONE DI STATO
di Alessandro Vocalelli
In fondo alla domenica nera del calcio, all’ennesima domenica nera del calcio, restano dolore, rabbia, un senso di sgomento e di impotenza, insieme a mille dubbi che gli informatori della domenica - quelli che perdono mille buone occasioni per starsene zitti - finiscono per ingigantire. Il povero Gabriele è morto da neppure due ore, non si sa ancora perchè e per colpa di chi, che dilettanti della sensibilità e del pudore, si lanciano già in analisi appassionate. Tirando in ballo, mentre scorrono magari le immagini dell’Heysel che non c’entrano nulla, ma proprio nulla, le colpe del calcio, della moviola, di chi reclama un rigore. La fine di Gabriele solo col passare del tempo e dei giudizi assume contorni più precisi, più chiari, nei racconti di un giovane con la passione del calcio, della Lazio e della musica. Uno che viene centrato da un colpo di pistola nel sedile posteriore dell’auto, con l’auto già in marcia. Incredibile se ci ripensate un istante.
Come è incredibile che a notte inoltrata non si riesca ancora realmente a capire cosa sia effettivamente accaduto. Uno, due colpi sparati per aria che sfondano un finestrino e colpiscono una persona? E’ pazzesco a dirla così. E allora, a notte inoltrata, ancora tutti lì a chiedersi: ma come può un poliziotto sparare da una parte all’altra dell’Autogril - in mezzo sessanta metri e sei corsie di autostrada! come può un Paese normale accettare una cosa del genere? Eppure, sette, dieci ore dopo siamo tutti davanti a un film, un orribile film, e non sentiamo l’urgenza di uscire, scappare, da un mondo ormai sottosopra.
Invece, no. Tutti lì, impegnati nel consueto, stucchevole, teatrino che abbiamo vissuto già decine di volte. Quali sono le colpe del calcio? Che aspettiamo a vietare le trasferte ai tifosi? Cosa deve fare il pallone per non essere più prigioniero di chi poi impedisce che dentro gli stadi si giochi? Era giusto fermare tutto il campionato e ora non bisognerebbe sospendere l’attività per un mese? Un fiume di parole, mentre il dolore ti assale e ti chiedi: quali sono le colpe del calcio di fronte a tragedie così?
Vietiamo le trasferte ai tifosi? E allora impediamo anche a cinque ragazzi, come Gabriele e i suoi amici, di mettersi in macchina e andare dove gli pare? E che c’entrano le trasferte vietate se c’è una discussione, non sai in quel momento se per questioni politiche, di donne, magari soltanto per un parcheggio e dall’altra parte dell’autostrada parte una pallottola che ti colpisce e ti uccide? O non sarà anche questa la spia di un Paese ingovernabile che per paura, per inadeguatezza, per incoscienza, è andato ben oltre i limiti?
Resta, alla fine, il grande interrogativo della domenica, farfugliata in quel teatrino del calcio, dove da anni e anche nella domenica più tragica e nera sfilano tutti, nani e soubrette. Bisognava sospendere il campionato? Sì, in segno di lutto, perchè la morte va rispettata.
Ma non ha senso chiedersi semplicemente, senza le dovute implicazioni psicologiche, se bisognava giocare o non giocare. A Bergamo è stato deciso di scendere in campo e la partita è stata interrotta, con una vetrata che continuava pericolosamente a spezzarsi. A Roma è stato deciso di non giocare e la città è stata ugualmente teatro di cronaca nera.
Come dire che - se non si ricostruisce un rapporto di relazione, rispetto e convivenza - la partita diventa accessoria, un pretesto, che è piuttosto in atto una guerra tra una frangia di tifosi e le forze dell’ordine, molto più grande degli interessi e delle miserie del calcio. Ieri, oltre alla rabbia, per un ragazzo che non c’è più - e niente potrà mai attenuare il dolore come niente ha attenuato il dolore per la scomparsa di Raciti - almeno questo doveva essere, diventare, terribilmente più chiaro. Invece, no. Mentre qualcuno se la prendeva con la moviola, partiva già la convocazione per il prossimo vertice, come tanti ci sono già stati a proposito di tornelli e biglietti nominali. Ma è ora che chi rappresenta lo Stato ci dia spiegazioni plausibili e soluzioni adeguate.
Per il resto, un po’ di rispetto e silenzio: almeno in nome di Gabriele e del dolore della famiglia.
il problema è che l'italia non è una democrazia. Forse non lo è mai stata, ma è un dato di fatto che attualmente ne sia lontana anni luce. E il ragazzo ucciso ieri ne è l'ennesima prova. Guardate cosa succederà. Si farà di tutto per coprire l'assassino (che non figura neppure tra gli indagati). E' stato semplicemente sospeso dal ruolo e gli sono stati affidati incarichi d'ufficio. La sua identità è tenuta ben nascosta. Del 17enne che uccise Raciti qualche mese fa, invece, sapevamo tutto ed era già al gabbio. Giustamente, peraltro.
E secondo me cominceranno anche a gettar merda addosso alla vittima. Diranno che è un violento, che aveva materiale atto ad offendere in auto, dall'autopsia risulterà che era sotto effetto di sostanze stupefacenti. Insomma, lo dipingeranno come il diavolo e magari qualcuno arriverà ad affermare che... poco male, un delinquente in meno...
Resta però il fatto che uno sbirro, con la pistola in pugno ha sparato a una macchina in corsa. E quel proiettile ha attraversato sei corsie. Ora, ditemi voi come si possa ancora parlare di TRAGICO ERRORE e non di omicidio colposo...
Non voglio più essere italiano
LA MORTE E' UGUALE PER TUTTI
LA MORTE E' UGUALE PER TUTTI
LA MORTE E' UGUALE PER TUTTI
LA MORTE E' UGUALE PER TUTTI
LA MORTE E' UGUALE PER TUTTI
LA MORTE E' UGUALE PER TUTTI
LA MORTE E' UGUALE PER TUTTI
LA MORTE E' UGUALE PER TUTTI
LA MORTE E' UGUALE PER TUTTI
LA MORTE E' UGUALE PER TUTTI
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LA MORTE E' UGUALE PER TUTTI
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