domenica si è sposato mio fratello. La vita va avanti veloce come una schiacciasassi e vorrebbe non ti fermassi a pensare a quel che è stato, a quel che hai vissuto. Così le emozioni, da vibranti, si trasformano in ricordi; belli ma semplici ricordi. Questo evento però è stato un'emozione. E io quella voglio raccontare.
Vivendo fuori, non ho assolutamente vissuto il pre-matrimonio e tutti gli impegni che ne conseguono. Sono arrivato, diciamo così, a pappa pronta, mettendomi a disposizione per ovviare alla mia (peraltro giustificata) assenza. E tutte le cose che ho fatto mi son servite per soffocare dentro quest'emozione, per ricacciare indietro le lacrime. Questa bellissima cosa che tanto fa vergognare... le lacrime. Le mie lacrime. Versate in solitario sotto la doccia. Perchè ero felice per il sogno che andava a coronare...
Di per sè non c'è stato nulla di commovente. La predica è stata tranquilla, la messa è durata un'ora e mezza ma è scorsa via piuttosto tranquillamente. Ma noi testimoni, noi fratelli, eravami al fianco degli sposi. Vedevamo i loro volti, non le loro schiene. Erano tranquilli, sembravano non essere emozionati, come se quel passo fosse la cosa più naturale di questo mondo.
Non per me. Valerio si sposava; mio fratello, il mio compagno di giochi da sempre, lo sfogo della mia rabbia, della mia cattiveria. Ricordo quando lo picchiai con violenza e lo minacciai che, se avesse detto qualcosa a mamma e papà, lo avrei gonfiato ancor più di botte. Lui si mise a piangere; ma non era un pianto di dolore. Era di sofferenza per la mia estrema cattiveria; per il mio modo di essere impietoso, arrogante e prepotente. Era un pianto come a dire: "perchè mi vuoi così male?"
In quel momento rientrò mia madre, capì tutto, lui non rivelò niente, ma non ci voleva una laurea per capire che la causa di quel pianto ero io. Così mi picchiò e mi punì. Ma lui non disse niente. Continuava a piangere silenziosamente.
Ero un bambino, non avevo più di 10 anni. E lui due in meno di me. Quel giorno mi diede una lezione che a distanza di un quarto di secolo ancora ricordo nitida e non dimentico... Quel pianto silenzioso è rimasto dentro me, ed ho sempre voluto scusarmi con lui di quell'episodio. Prima che si sposi glielo dirò, mi son detto più volte. Valerio s'è sposato, e io non ho ancora chiesto scusa...
Mentre lo osservavo sull'altare nella mia testa scorreva quel film; e ricacciare le lacrime da dove erano venute è stata impresa ardua. Cosa che non son riuscito a fare ora che sto scrivendo.
domenica si è sposato mio fratello. La vita va avanti veloce come una schiacciasassi e vorrebbe non ti fermassi a pensare a quel che è stato, a quel che hai vissuto. Così le emozioni, da vibranti, si trasformano in ricordi; belli ma semplici ricordi. Questo evento però è stato un'emozione. E io quella voglio raccontare.
Vivendo fuori, non ho assolutamente vissuto il pre-matrimonio e tutti gli impegni che ne conseguono. Sono arrivato, diciamo così, a pappa pronta, mettendomi a disposizione per ovviare alla mia (peraltro giustificata) assenza. E tutte le cose che ho fatto mi son servite per soffocare dentro quest'emozione, per ricacciare indietro le lacrime. Questa bellissima cosa che tanto fa vergognare... le lacrime. Le mie lacrime. Versate in solitario sotto la doccia. Perchè ero felice per il sogno che andava a coronare...
La foto della domenica mattina, prima di recarci in chiesa per la funzione. Altra emozione. Il fotografo in casa, foto dello sposo con tutti i familiari. Prima con i genitori, poi con i fratelli, poi tutti insieme. Quella con i fratelli è stata un qualcosa di incredibile... che solo più tardi ho realizzato, ma che in quel momento è stata la cosa più naturale del mondo.
Mio fratello (lo sposo), mia sorella ed io. E Davide, il fratello acquisito. Ha fatto la foto con noi. Il fotografo voleva fare una foto con tutti fratelli. E lui è un fratello, anche se dall'età di 6 anni vive con un'altra famiglia, con altri genitori... con la sua famiglia. Noi l'abbiamo avuto in affido per un paio d'anni circa.
Fare le foto con lui non è stata una cazzata; stava a significare che lui è nostro fratello. Il nostro terzo fratello! Da sempre. Nove anni e più di mille chilometri di distanza non cancellano l'affetto per una persona!
domenica si è sposato mio fratello. La vita va avanti veloce come una schiacciasassi e vorrebbe non ti fermassi a pensare a quel che è stato, a quel che hai vissuto. Così le emozioni, da vibranti, si trasformano in ricordi; belli ma semplici ricordi. Questo evento però è stato un'emozione. E io quella voglio raccontare.
Vivendo fuori, non ho assolutamente vissuto il pre-matrimonio e tutti gli impegni che ne conseguono. Sono arrivato, diciamo così, a pappa pronta, mettendomi a disposizione per ovviare alla mia (peraltro giustificata) assenza. E tutte le cose che ho fatto mi son servite per soffocare dentro quest'emozione, per ricacciare indietro le lacrime. Questa bellissima cosa che tanto fa vergognare... le lacrime. Le mie lacrime. Versate in solitario sotto la doccia. Perchè ero felice per il sogno che andava a coronare...
Il biglietto che ho scritto per accompagnare il regalo. Mia sorella aveva tirato fuori una frase di Hesse... io mi sono incazzato. Con me stesso. Perchè cazzo non c'ho pensato? Come ho potuto non pensare che avrei dovuto scrivere un qualcosa che uscisse da dentro me??? Così sono andato in camera, la nostra, la mia e di mio fratello. E lì m'è sgorgato dal cuore un pensiero. Che non scriverò in questo blog, sono cazzi miei, di mia sorella, di mio fratello e di sua moglie. Punto.
Ma che descriveva esattamente quel momento. Di felicità, ma qualsiasi parola era impossibile da pronunciare: il groppo in gola era tale da impedire che qualsiasi suono uscisse dalla mia bocca. Lo hanno letto in silenzio, ed apprezzato. Mia sorella ed io avevamo gli occhi lucidi e lo sguardo basso... E' stata l'emozione più forte di questa tre giorni ascolana.
chi ha scritto questo va ben oltre il semplice essere umano
mi sei mancato tanto....quando ti scrivo son così felice...quando ti leggo....è questo che ti rende magico...come tu riesca a far sentire me nel momento in cui ti penso...
riprende a batter forte il cuore per il nostro magico Picchio. Anche dopo una stagione fallimentare come quella dello scorso anno. Ma, si sa, noi ascolani siamo fatti così. Sbraitiamo, sbuffiamo, smoccoliamo, ci incazziamo, offendiamo tutto e tutti. Poi però il cuore torna a tingersi di bianconero e questa passione che ci accomuna, questo pozzo senza fondo che è in noi, torna a farci vedere le cose in positivo. E riprende la speranza, l'illusione, la voglia di tornare allo stadio con la sciarpa al collo a far casino.
Ecco, io sono pronto. Pronto per rientrare in uno stadio ad incitare i miei beniamini. Sto già scalpitando per una stagione che è appena cominciata. Solo e sempre,
FORZA PICCHIO!
MIKE PORTNOY dei "Dream Theater" nel concerto di PIAZZA DEL POPOLO - ASCOLI

fase di stanca. sto profondendo tutti i miei sforzi in un'unica direzione. sento che è quella giusta; forse l'unica giusta. Potrebbe andar male... si, potrebbe.
però... chissà! cmq, se anche dovesse andar male, non avrò nulla da rimpiangere e potrò sempre dire di aver conosciuto il perfetto mio incastro!
sempre la donna dei miei sogni... sentila, sentila che dice!!!
ieri mancava poco rullassi anche le ante della cucina....
se avessi di fronte un gran cilum o un gran cazzo...
avrei seri dubbi su chi prender in bocca