COME MI VIENE...

giovedì, 28 giugno 2007

TRATTO DAL "CANDIDO" DI VOLTAIRE

François Marie Arouet (Parigi 1694- Parigi1778) fu poeta, scrittore, filosofo francese e quello che meglio rappresentò lo spirito e l’ideologia del secolo dei Lumi. Meglio conosciuto come VOLTAIRE, nel 1759 scrisse l'opera "Candide ou l'optimisme" dalla quale io estrapolo il seguente pezzo:

"Avrei gusto a sapere cosa è peggio: venire stuprata cento volte dai pirati, avere una natica tagliata, subìre le bacchette in mezzo ai bulgari, essere frustato e impiccato in un autodafè, essere sezionato, o incatenato al remo su una galera; e in breve, sperimentare tutte le miserie attraverso cui sia passato ognuno di noi o restare qui inerti?"

"E' un bel dilemma!"


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martedì, 26 giugno 2007

ONORE A IRVINE WELSH

Irvine Welsh, March 13, 2006

Irvine Welsh è nato a Leith, Edimburgo il 27 settembre 1958. Attualmente risiede a Londra, dopo aver vissuto e lavorato a Edimburgo ed Amsterdam. È stato definito dalla critica inglese "il Céline degli anni Novanta".

I SUOI LIBRI:

  • Trainspotting (1993)
  • The Acid House (1994)
  • Tolleranza zero (Maribou Stork Nightmares, 1995)
  • Ecstasy (1996)
  • La casa di John il sordo (1997)
  • Il Lercio (Filth, 1998)
  • Colla (Glue, 2001)
  • Porno (2002)
  • You'll Have Had Your Hole - teatro
  • Dose - opera teatrale prodotta dalla BBC, scritta con Dean Cavanagh
  • I segreti erotici dei grandi chef (The Bedroom Secrets of the Master Chefs, 2006)
  • Per ora mi limito a scrivere questo; nel frattempo sto completando la lettura di PORNO, poi mi recherò in libreria e comprerò "I segreti erotici dei grandi chef".


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    PENSIERO SLACCIATO

    Io penso che il successo sia un palliativo; è la pillola indorata che la società ti propina perchè ha bisogno che tu profonda tutte le tue energie per raggiungere l'effimero. La realtà è un'altra. La realtà è che tutti pensano al successo e nessuno pensa alla propria libertà... ovvero, la gente pensa di essere libera, ma è più schiava dei neri d'america ai tempi della raccolta di cotone nei campi. La libertà personale passa attraverso l'affrancamento dalla forma a vantaggio della sostanza... andate a madrid, e capirete.


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    COMICO ED UMORISTICO

    ho sempre adorato pirandello, al punto che all'esame di 5° superiore l'ho portato come argomento a piacere, nonostante non fosse compreso nel programma. Già, perchè la mia merdosa prof d'italiano non l'aveva messo. Effettivamente con la letteratura c'eravamo fermati prima, perchè lei -sfigata di merda- è stata più di 3 mesi a decantare quel gobbo del leopardi...

    Tratto dal Saggio sull'Umorismo di Pirandello (anno 1908):

    "Vedo una vecchia signora, coi capelli ritinti, tutti unti non si sa di qual orribile manteca, e poi tutta goffamente imbellettata e parata d'abiti giovanili. Mi metto a ridere. "Avverto" che quella vecchia signora è il contrario di ciò che una rispettabile signora dovrebbe essere. Posso così, a prima giunta e superficialmente, arrestarmi a questa espressione comica. Il comico è appunto un "avvertimento del contrario". Ma se ora interviene in me la riflessione, e mi suggerisce che quella vecchia signora non prova forse piacere a pararsi così come un pappagallo,ma che forse ne soffre e lo fa soltanto perché pietosamente, s'inganna che, parata così, nascondendo le rughe e le canizie, riesca a trattenere a sé l'amore del marito molto più giovane di lei, ecco che io non posso più riderne come prima, perché appunto la riflessione, lavorando in me, mi ha fatto andar oltre a quel primo avvertimento, o piuttosto, più addentro: da quel primo avvertimento del contrario mi ha fatto passare a questo sentimento del contrario. Ed è tutta qui la differenza tra il comico e l'umoristico".


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    lunedì, 25 giugno 2007

    I FRONTISTI

    fino a una settimana fa circa, per recarmi al lavoro percorrevo una strada che costeggiava l'argine di un fiume. In cotal giusa evitavo traffico, semafori e, soprattutto, risparmiavo un bel po' di tempo e di chilometri. Poi, cos'è successo? la strada è stata chiusa. Divieto di accesso, eccezion fatta per i frontisti. Ma chi cazzo sono sti frontisti, mi chiedo? Prendo il dizionario, trovo il vocabolo e... sorpresa! i frontisti sono i residenti; o meglio, coloro che abitano di fronte a quella strada o quel corso d'acqua.

    La prima cosa che mi fa incazzare è proprio questo linguaggio del cazzo utilizzato da questi figli di puttana di politici che usano eufemismi per nascondere i propri misfatti.

    La seconda cosa che mi ha mandato in bestia è un'altra. Perchè la strada è stata chiusa al traffico quando vi passavano poche auto, che ora però sono costrette ad attraversare il centro di un paese congestionando -ovviamente- il traffico in quella zona? già, perchè???

    Torniamo alla strada chiusa. In quella zona i politici hanno deciso di metter su un depuratore. La gente è insorta. No al depuratore. Chiaramente, vincono sempre i politici. Il depuratore è stato fatto. La merce di scambio? La chiusura al traffico di una strada poco o niente trafficata per congestionare un'altra zona del comune. Il classico contentino per tener buona la folla. Politici sempre più di merda... arriverà però il giorno in cui la folla insorgerà! E poi sono cazzi vostri!!!


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    giovedì, 21 giugno 2007

    TROPPA GRAZIA, SAND'ANDO'!!!

    sei una persona decisa, onesta intellettualmente, acuta, divertente, che ama conoscere e conoscersi, che si racconta, e che ...e guarda che è tutt'altro che scontato...è bendisposta nell'accogliere gli altri nella propria vita...una persona che si entusiasma...che fallisce ma ritenta...che riesce a splendere come il sole ma che piange da solo....
    sei critico nella giusta misura...e dici un sacco di parolacce....


    è venuto così a: tiggei71 erano le ore 18:08 | link | commenti
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    LA CACCA COL SORRISO

    Ho appena fatto la cacca qui in ufficio. E' scesa giu' dal mio culo, ne' troppo dura, ne' troppo molle. Ideale per evitare qualsiasi bruciore di ano, caratteristico tanto della merda dura quanto di quella acquosa. L'ho osservata per un po', mentre riposava stancamente nel water. Mi fissava coi suoi occhioni marroni come la merda, quasi mi sorrideva. Aveva lasciato la sua scia lungo la tazza, e si immergeva per meta' nell'acqua. Aspettava solo di finire nella fogna, magari con l'aiuto di uno spazzettone. Ma io ho voluto osservarla ancora, e inalare dolcemente e profondamente il suo forte profumo. Puzzava molto di merda. Ma non era la merda che fai dopo esserti distrutto la sera prima. O quella che fai dopo aver mangiato di merda (ad esempio il cibo cinese...). No, la puzza non era quella; non era quel marciume li'. Assolutamente no. Era una puzza forte ed intensa, orgogliosa e pura; a tratti si tagliava col coltello, ma le caratteristiche somatiche di quello stronzo erano quelle caratteristiche di una persona felice. Si, in quella merda ho visto me stesso, la felicita' raggiunta... ho visto la gioia nel colore, nella puzza e nella sostanza; in essa ho riconosciuto senza possibilità alcuna di errore il mio stato d'animo. Avrei voluto accarezzarla e portarla via con me... Farla dormire nel mio stesso letto, darle un bacio, magari farci l'amore... E poi fumare una sigaretta assieme ad essa e parlarci del Magico Picchio... Avrei voluto conviverci vita natural durante... il tutto mentre il suo inebriante profumo mi abbraccia teneramente e mi fa teneramente girare la testa. Poi pero' ho pensato che nella fogna c'e' tanta merda. Del bianco, del nero, del giallo. Del ricco e del povero. Dell'etero, dell'omo e del trans. Dura come pietre o liquida come acqua. Tutte -chi piu', chi meno- denotano una sofferenza. E allora ho detto alla mia creatura: vai nella fogna, vai senza paura, e regala alle altre merde un sorriso. Che tutti possiate sempre fare merde col sorriso!

    SPLAAAAAAAAASSSSSSSSSSHHHHHHH

    la cacca e' partita per la missione. Nel frattempo nel bagno dell'ufficio c'e' una puzza dimmerda che meta' basta...


    è venuto così a: tiggei71 erano le ore 08:41 | link | commenti (2)
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    mercoledì, 20 giugno 2007

    IL DIRINTI

    le origini del dirinti risalgono a tantissimi anni fa. Nel corso di un grave crisi di semenza adolescenziale, inventai questo personaggio, a metà tra una scimmia e un uomo, con gravi problemi di pronuncia, capace di esprimersi solo nel linguaggio del dirinti e con un modo di gesticolare fondamentale x farsi capire, da umano più che da scimmia.

    Spiegare per iscritto cos'è il dirinti è impresa impossibile. Lo si dovrebbe vedere all'opera, si dovrebbe vedere il gioco di sopracciglia e quello delle mani e sentire quel suono gutturale che esce in parte dalla gola, in parte dal naso. Il dirinti rimase in naftalina per alcuni anni, per poi esplodere in tutta la sua potenza in SOFFITTA, luogo ideale per lo sviluppo e l'evoluzione della demenza. Fu lì che il dirinti conobbe un gran successo e fu conosciuto ed apprezzato da più persone. Furono innumerevoli i tentativi di imitazione, tutti o quasi pessimi. Del resto, come in tutte le cose, l'originale resta sempre il migliore.

    Oggi come oggi il dirinti vive ai margini di una società che non lo comprende. Ma è sempre pronto ad intervenire per riprendere qualcuno... con quelle braccia sulle ascelle (anzichè sui fianchi), quella testa inclinata e quel suono acidulo, a tratti simile ad uno squittìo...

    LUNGA VITA AL DIRINTI - Sotto, una perfetta esecuzione del dirinti. La foto vuol significare un dirinti che ha preso una bastonata sulla testa. La botta gli ha spostato il casco e lo ha stordito. E forse leso il cervello. Gli occhi sono reclinati all'indietro, per cui non è possibile vedere la pupilla. Solo bianco... il colore della pace. Perchè il dirinti sbraita tanto ma perdona sempre tutti

    dirinti


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    martedì, 19 giugno 2007

    IL CRISCEMONDO' - la perfetta esecuzione

    il criscemondò è tipico dell'ascolano ed è un momento da condividere possibilmente con tanti amici, dai 10 in su. Sennò non ha alcun senso. E' un atto che lega, che unisce e che ti fa piegare in due dalle risa. Se sei sfortunato potresti anche romperti qualche osso, ma cosa importa? Una grassa risata val bene un osso rotto! A Valencia è andato in scena uno dei più bei criscemondò della storia, magistralmente fotografato da paccianetto che in 5 foto ha fatto un sunto perfetto di quel che è successo (e che trovate documentato in questo blog).

    PIAZZA CRISCEMONDO' di Valencia, ore 5 di notte, gente divelta dalla serata. Ci sediamo sul pavimento di questa magnifica piazza quando la gente comincia a bisbigliare in modo fitto... tramano contro di te... Capisci subito che si sta perpetrando qualcosa di pesante nei tuoi confronti, provi a fuggire ma non sei stato sufficientemente pronto e il quele si butta a peso morto, immolandosi per la causa. Nel criscemondò sono due le persone importanti: la vittima, colui sopra la quale il gruppo si adagia o si lancia a peso morto, e il sacrificato, ovvero colui che immobilizza la vittima impedendogli di fuggire (contestualmente però subisce quanto la vittima).

    Immobilizzato il tipo, che nello specifico è il sottoscritto, uno sopra l'altro tutti gli amici si buttano sopra questo mucchio (in ascolano montone, mondo'). I più si adagiano, ma è più che legittimo il volo d'angelo, soprattutto da parte degli ultimi intervenuti. Il mucchio cresce... in ascolano crisce... lu mondo' crisce... criscemondò, mi sembra elementare! E' un ammasso di teste, gambe e braccia che spuntano da ogni dove, non sai dov'è il capo e dov'è la coda. Sotto si soffre (prova un po' a reggere il peso di 10-15 persone!), ma si resiste stoicamente. Cioè, si prova a farlo. Alla fine, pian pianino tutte le persone sciamano e sacrificato e vittima sono liberi di leccarsi le ferite. Ferite che solitamente si lecca anche la gente in mezzo a lu mondò.

    Ah, un'ultima cosa. Nella seconda e nella terza foto che documentano il criscemondò di Valencia, si vede un braccio sul collo del sottoscritto. Generalmente, quel gesto è considerato una scorrettezza bella e buona, ai limiti del regolamento. C'è da dire però che non era violento, e lo scopo di quel braccio sul collo era di tenermi schiacciato a terra. Perciò si può tranquillamente affermarne la legittimità.


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    ADDIO, CELIBATO.

    mica parlo per me, parlo per mio fratello. Il 22 luglio si sposa...

    12-13-14 GIUGNO 2007

    la soffitta festeggia l'addio al celibato di mio frato in quel di valencia. Immaginatevi 16 pers.... 16 bestie, in terra valenciana, a piede libero, a festeggiare. Per l'occasione arrivano da madrid, da padova (io), da bologna, da rimini, da roma. Naturalmente, il grosso della soffitta arriva da ascoli piceno. Perchè nu' seme tutt'asculà, arecurdemocelo! Gente che non si vede da mesi, ma che hanno bisogno di poco più di 5' per rinverdire i gloriosi fasti di un tempo. 10 anni fa avevamo ancora i capelli neri, qualcuno ne aveva di più, i visi erano quelli di ventenni e gli occhi sprizzavano emozioni e curiosità. Curiosità di conoscere questo mondo fino in fondo. E tanta ma tanta voglia di divertirsi e di far casino.

    OGGI quelli della soffitta hanno parecchi capelli bianchi in testa, un'età compresa tra i 30 e i 38 anni, maturità sulle spalle e dei visi un po' più solcati dalle vicissitudini della vita. Cazzo, sono già passati 10 anni, anche 15 direi, ma gli occhi sono sempre quelli. Gli occhi della tigre, gli occhi di chi non è mai sazio di divertimento, gli occhi di chi è più vivo che mai e non ha alcuna intenzione di rimboccarsi la lapide. No cari, non è ancora giunto il momento di scrivere la parola FINE sulle nostre vite. Qui c'è ancora tanto da fare, da vivere, ancora tanta voglia di far casino, ancora tantissima curiosità di sapere quel che ci porterà il domani.


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