COME MI VIENE...

giovedì, 26 aprile 2007

ode al vino

SAPENDO CHE UN GIORNO

Cercherò nella terra, proverò a sentire il profumo

E immaginarlo sciolto nel candore del vino.

Cercherò di ascoltare il suono ondulato

Delle foglie di vite, sospese nell’aria

Per proteggere i grappoli d’uva.

Mangerò la polpa di un acino,

sapendo che un giorno diventerà vino,

e lo guarderò avvolgersi sulle pareti di un bicchiere

mentre passerà mostrando la consistenza del suo corpo;

un corpo curato e affinato nel riposo, cullato dal tempo,

e lasciato nel buio e nel letto di una botte.

Il risveglio sarà dolce e lento:

in una bottiglia consacrerà una dignità

che non lascerà mai cadere, perché il vino è l’arte del sole,

di acqua, della terra e di persone.

Cercherò in loro, le innalzerò in un bicchiere di cristallo

E regalerò parole che non potranno mai far scordare

La saggezza nel vino.


è venuto così a: tiggei71 erano le ore 17:50 | link | commenti
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CUSCINETTI A SFERA

CUSCINETTO: 3 (mecc.) elemento d'interposizione che ha la funzione di ridurre l'attrito fra due corpi di cui l'uno ruota facendo perno sull'altro; può essere a sfere, a rulli o di metallo antifrizione

SBIRRI: elementi d'intertposizione che, nutriti d'ignoranza, hanno la funzione di ridurre l'attrito tra due corpi, lo stato e il popolo di cui il PRIMO ruota facendo perno sull'ALTRO!!! Possono essere polizia, carabinieri o celerini

 

DOMANDONA: e se un giorno gli sbirri si rompessero i coglioni da fare da cuscinetto, cosa succederebbe al corpo che ruota? a quale distanza verrebbe schizzato? E, soprattutto, con quanta violenza si schianterebbe? credo sia sempre troppo poca...


è venuto così a: tiggei71 erano le ore 09:27 | link | commenti
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IMMAGINA...

- che tu sia un cattolico mezzo praticante. Non per scelta, per nascita ed impostazione sociale

- che tu abbia un fratello di 17 anni che un giorno decida di andare a prendere un gelato nel paese vicino assieme agli amici

- di vivere in uno stato che parla di democrazia, ma in realtà tende ad ottenebrare i più elementari diritti, ivi compresi quelli stabiliti dalla costituzione, particolarmente quelli sulla dignità dell'essere umano

- che una determinata categoria di persone, nomadi di estrazione, faccia quel che vuole senza che nessuno abbia il coraggio di dirgli di rispettare le regole

- che tuo fratello, in quanto minorenne, non ha l'auto, bensì il motorino

- tuo fratello e gli amici felici, perchè stanno andando a rinfrescarsi con un bel gelatino; tutti insieme, in gruppo, beati e sorridenti

- che un nomade ubriaco finisca addosso a loro e ne uccida quattro in un sol colpo

- che l'omicida di tuo fratello fra circa sei anni tornerà in libertà...

Hai provato ad immaginare tutto ciò? Bene, ora prova ad immedesimarti nella storia e poniti questa domanda: SE TU FOSSI DAVVERO QUELLA PERSONA CHE TI CHIEDO DI IMMAGINARTI, PROVA A RISPONDERE: COSA DIRESTI E FARESTI?

Stai buono, caro. Calma e gesso; tu non sei quella persona lì, non sei quel fratello che ti chiedevo di immaginare di essere. Allora, è inutile che spari sentenze. Certe cose, se non le vivi, non le puoi neppure lontanamente immaginare. Non puoi immaginare lo stato d'animo che può avere una persona colpita da simile disgrazia. Non puoi. E non devi neppure sforzarti di farlo. Devi solo comprenderlo; ciascuno di noi reagisce in maniera diversa davanti alle sofferenze. Stronzo è chi giudica senza sapere cosa si prova in quei momenti, cosa la rabbia cieca o ponderata può far scattare dentro un uomo colpito profondamente da un dramma


è venuto così a: tiggei71 erano le ore 09:05 | link | commenti
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venerdì, 20 aprile 2007

quel genio di totò!!!

una mia amica mi ha mandato una mail nella quale mi ha citato un pezzo di storia, che io riporto pari pari:

Toto’: “Sei pronto? Avanti, scrivi, incomincia: -Signorina‘ …-.
Peppino de Filippo: “Dove sta la signorina?”.
“Ma che, è entrata la signorina? Va’ avanti, animale, signorina è l’intestazione autonoma della lettera”.
“-Signorina, veniamo noi con questa mia a dirvi una parola che scusate se sono poche, ma settecentomila lire a noi ci fanno specie quest’anno, c’è stato una grande morìa delle vacche come voi ben sapete …-. Punto, due punti, ma sì, fai vedere che abbondiamo abondantis adbondandum. -Questa moneta servono a che voi vi consolate, vi consolate-, scrivi, che aspetti?”.
“Avevo capito l’insalata …”.
“Non mi far perdere il filo … -vi consolate dal dispiacere che avreta, che avreta, che avreta-, già, è femmina e va al femminile, -perché lo dovrete lasciare-”.
“Non so … perché che?”.
“Che è non so? Perché è aggettivo qualificativo … -perché dovete lasciare nostro nipote che gli zii che siamo noi medesimo di persona vi mandano questo perché il giovanotto è studente che studia che si deve prendere la laura, che deve tenere la testa al suo posto e cioè sul collo …-, punto, punto e virgola, punto e un punto e virgola”.
“Troppa roba!”.
“Lascia fare, se no dicono che siamo provinciali, siamo tirati … -Salutandovi indistintamente, salutandovi indistintamente … i fratelli Caponi- … apri una parente, -che siamo noi-. Hai aperte la parente? Chiudila”.


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mercoledì, 18 aprile 2007

VERSI SCOMODI

Un moro avea bisogno d'un ducato
e ad interesse lo volea pigliare;
ad Isabella Padoana andato,
che a questo modo ne solea prestare,
l'ebbe con patto scritto che cacciato
le avesse in cul, fin che l'avea a pagare,
un cazzo, ch'egli avea fuor di misura.
Questa convenzion può dirsi usura ?


[i versi sono di Pietro l'Aretino (1492-1556); le incisioni ERANO di Giulio Romano (1499-1546) ma degli ignoranti hanno deciso di oscurarle]
(1499-1546) ma degli ignoranti hanno deciso di oscurarle]


è venuto così a: tiggei71 erano le ore 18:29 | link | commenti
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lunedì, 16 aprile 2007

i mostri che abbiamo dentro

24 giorni dopo la sua morte, esce l'album IO NON MI SENTO ITALIANO, che tra i tanti capolavori contiene anche questo...

GIORGIO GABER

I MOSTRI CHE ABBIAMO DENTRO

Fa un certo effetto non capire bene
da dove nasce ogni tua reazione.
immagineE tu stai vivendo senza sapere mai
nel tuo profondo quello che sei
quello che sei.

I mostri che abbiamo dentro
che vivono in ogni uomo
nascosti nell'inconscio
sono un atavico richiamo.

I mostri che abbiamo dentro
che vagano in ogni mente
sono i nostri oscuri istinti
e inevitabilmente
immagine
dobbiamo farci i conti.

I mostri che abbiamo dentro
silenziosi e insinuanti
sono il gene egoista
che senza complimenti
domina e conquis
ta.

I mostri che abbiamo dentro
ci spingono alla violenza
che quasi per simbiosi
si è incollata
alla nostra esistenza.

La nostra vita civile
la nostra idea di giustizia e uguaglianza
immaginela convivenza sociale
è minacciata
dai mostri che sono la nostra sostanza.

I mostri che abbiamo dentro
i mostri che abbiamo dentro.

I mostri che abbiamo dentro
ci fanno illanguidire
di fronte a quella cosa
che spudoratamente
noi chiamiamo amore.

I mostri che abbiamo dentro immagine
sono insaziabili e funesti
sono il potere a tutti i costi
ma anche chi lo odia
soltanto per invidia.

I mostri che abbiamo dentro
ci ispirano il grande sogno
di un Dio severo e giusto
immaginecol mitico bisogno
di Allah e di Gesù Cristo.

I mostri che abbiamo dentro
ci inculcano idee contorte
e il gusto sadico e morboso
di fronte a immagini di morte.


La nostra vita cosciente
la nostra fede nel giusto e nel bello
è un equilibrio apparente
che è minacciato
dai mostri che abbiamo nel nostro
cervello.

I mostri che abbiamo dentro
crescono in tutto il mondo
i mostri che abbiamo dentro
ci stanno devastando.
immagine

I mostri che abbiamo dentro
che vivono in ogni mente
che nascono in ogni terra
inevitabilmente
ci portano alla guerra.


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martedì, 10 aprile 2007

periodo di merda

mi senti un po' nervoso e poco o nulla ispirato. Ne avrei di cose da dire e da scrivere, ma non ho la fluidità dei giorni migliori.

Eh, già. Non c'è che dire: sto attraversando un periodo-no... era tanto che non mi succedeva, è anche giusto così. L'importante è non lasciarsi prendere dal panico e superare al più presto questo periodo che definire di merda è un eufemismo.


è venuto così a: tiggei71 erano le ore 18:02 | link | commenti
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giovedì, 05 aprile 2007

un posto chiamato "me ne frego" - affluente

Non dici di no, non pensi, non hai stimoli.
Non credi in un livello migliore delle cose
Ti nascondi in un posto chiamato "me ne frego"
Condanni al dolore la mia vita.

Basta! Ho bisogno di te!
Scuotiti! Ho bisogno di te! Ora!
Rinunci a capire, rinunci per la tua dignità,
Accetti a testa china il processo di assimilazione

Basta! Ho bisogno di te!
Scuotiti! Ho bisogno di te! Ora!
Perché tu condanni al dolore la mia vita

testo e musica: affluente


è venuto così a: tiggei71 erano le ore 17:51 | link | commenti
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mangio merda di cane

e mentre la mattinata procede ad ampie falcate verso la pausa caffè, nella mia testa vuota rimbomba da una parete all'altra questo refrain:

Mangio merda di cane frammista alla merda di alcune puttane
Cui lesto il culo pulisco con un materiale che io stabilisco
Vedo già Faso con Rocco che della mia merda divorano un tocco
Sento Cesareo che suona evidentemente la merda era buona

Entra ora in scena una ditta che acquista la merda dal gruppo prodotta
Quindi con tecniche strane ne fabbrica cibo per cani e puttane
Cani e puttane voraci divoran la merda con bocche capaci
Ora la strada è diritta evviva la merda evviva la ditta
Ora la strada è diritta mangiamo la merda e brindiamo alla ditta


è venuto così a: tiggei71 erano le ore 10:44 | link | commenti
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mercoledì, 04 aprile 2007

lavoro, lavoro e ancora lavoro!

mi sono rotto il cazzo di stare in ufficio. Voglio andarmene! E al più presto!

è venuto così a: tiggei71 erano le ore 18:10 | link | commenti
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